Comune di Telti

Provincia di Sassari
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Telti

TELTI

Abitanti: 2329

Superficie kmq: 84,65

Telti si trova in una splendida posizione a soli dodici chilometri da Olbia e circa venti da Tempio. Il paesaggio che fa da scenario e da cornice al paese è creato da olivastri secolari, lecci, sughere, ginepri che crescono rigogliosi fra le incredibili forme delle rocce di granito. Grazie al clima mite, al sole, e al vento di ponente, la macchia mediterranea ci offre in questa zona il meglio di sé: l’elicriso (buredda) emana il suo caratteristico profumo, quello che accoglie immediatamente chiunque sbarchi in Gallura, il lentischio, la malva e il mirto hanno odori e colori che suscitano particolari sensazioni e diventano i simboli  di questo luogo unico. Un fiore all’occhiello per Telti è inoltre Monte Pino chiamato così per la presenza spontanea (caso unico in Sardegna) del Pinus Pinaster un preziosissimo residuo delle antiche selve “atlantiche” che poi scomparvero a causa delle mutate condizioni climatiche. In questa splendida zona il fortunato visitator troverà fonti d’ acqua freschissima e folti boschetti e potrà ammirare un panorama di indicibile suggestione su tutta la costa di Olbia e di Golfo Aranci con Tavolara e Molara sullo sfondo.

Telti, è situato in Gallura a 332 m s.l.m., ha un'estensione di 8465 ettari e poco più di 2.000 abitanti, di cui circa il 30% residenti negli stazzi disseminati nel territorio circostante. Il piccolo centro storico si sviluppa attorno alla piazza Duomo, dove si può ammirare il colore del granito locale e i vari murales. La chiesa di S. Vittoria è il cuore del paese e da questo punto fondamentale ha preso forma Telti sviluppando il nucleo abitativo attorno all'edificio sacro. In passato oltre a S. Vittoria, edificata nel secolo scorso in stile settecentesco, esisteva anche la chiesa di S. Anatolia risalente al XVIII secolo. Entrambe le chiese nacquero come riferimenti religiosi per la popolazione di Tempio e dei paesi limitrofi che si riuniva in segno di devozione per le feste campestri. Una delle due campane racchiuse nel campanile della chiesa di S. Vittoria rappresenta una testimonianza di fede, essendo stata fusa e offerta, insieme ad un'altra andata dispersa, a S. Anatolia.

Una volta alla settimana (il venerdì mattina) la piazza Dante con la vicina via Dante assumono le tinte più svariate nelle bancarelle che si susseguono esponendo le merci più diverse: è il mercato.

Proseguendo, nella Piazza Duomo, una scritta in ceramica sulla facciata di una vecchia casa tipica ristrutturata magistralmente indica il Museo Culturale e Naturalistico della Sardegna, che proponendosi come riferimento culturale per il territorio espone reperti del territorio, abbracciando il mondo animale, vegetale e minerale. Al suo interno è presente una piccola sala cinematografica dove vengono proposte proiezioni per piccoli gruppi di amatori.

Cenni Storici. La presenza dell'uomo è accertata fin dall'epoca Neolitica (500-2700 a.C.) da materiali rinvenuti presso alcuni tafoni granitici (rocce scavate per erosione naturale) utilizzati come sepolture; ma è a partire dall'età del bronzo (1800-900 a.C.) ossia quando si afferma la civiltà nuragica, che risulta decisamente evidente. All'età del rame (2700-1800 a.C.) apparterebbero alcune domus de janas, piccole grotticelle artificiali scavate nella roccia di epoca prenuragica in cui venivano seppelliti i defunti secondo un rito di inumazione. Le genti nuragiche distinte in Iliens e Balari popolarono il territorio edificando diversi nuraghi come il nuraghe Putzolu in località omonima, che doveva avere pianta ellittica (con tre celle e corridoio) e svolgere funzione abitativa e difensiva e il nuraghe la Prexona di Siana, in località Aratena, in origine trilobato con torre centrale collegata alle altre torri poste a triangolo, il cui nome deriva dal fatto che fu utilizzato come prigione in epoca giudicale, mantiene intatta la cinta muraria e dalla cui sommità si domina tutto il golfo di Olbia. Tra il IX e il III sec. a.C. la Sardegna fu dominata dai fenicio-punici. A Telti venne ritrovata una serie di monete puniche, scarsa testimonianza per poter sostenere l'esistenza di un centro o anche solo di abitazioni legate a Cartagine.